52. AUTONOMIA IN FAMIGLIA E DALLA FAMIGLIA
2013-02-14

 Sabato 23 febbraio un Seminario alla Casa Del Volontariato di Carpi

Cosa succederà ai nostri figli ‘dopo di noi’? Che ne sarà dei nostri cari disabili quando, una volta cresciuti loro ed invecchiati noi genitori, dovranno ‘cavarsela da soli’?

E’ a partire da questo l’interrogativo, spesso tarlo angosciante per le famiglie dei disabili, che è nato il progetto Autonomia in famiglia e dalla famiglia, promosso dall’associazione Progetto per la vita, in collaborazione con Fondazione Casa del Volontariato, Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, con il patrocinio del Comune di Carpi e con il contributo Confederazione italiana agricoltori e associazione Il tesoro nascosto.

Il progetto, che punta a sostenere i disabili adulti e le loro famiglie nella costruzione di un percorso di graduale e progressivo distacco e vita autonoma attraverso la sperimentazione, in piccoli gruppi, della vita in un luogo diverso dalla propria abitazione familiare durante i fine settimana, sarà affiancato da una fase più prettamente teorica e di confronto, che si concretizzerà in una serie di incontri serali.

Momento importate, l’assemblea plenaria di sabato 23 febbraio alla Casa del Volontariato di via Peruzzi 22 a Carpi, nel corso della quale ragazzi e famiglie potranno affrontare ed approfondire, nel ruolo di protagonisti, le tematiche principali che accompagnano la vita adulta ed il percorso di autonomia.

Nella giornata di sabato 23 interverranno numerosi esperti: Giorgio Magnani, psichiatra presso il Centro di Salute Mentale Carpi e responsabile del Centro Diurno e dei Gruppi Appartamento; Vanda Menon, Medico Specialista in Geriatria per i Disturbi Cognitivi del Distretto AUSL di Carpi, per l'aspetto particolare della famiglia in invecchiamento; Rossana Cattabbriga, responsabile Settore Disabili Adulti del Distretto AUSL di Carpi, Sabrina Tellini Responsabile area della non autosufficienza dei Servizi sociali dell’Unione Terre d’Argine.
Parte importate nella giornata l’avranno inoltre le psicologhe e psicoterapeute Raffaella De Santis e Vera Morselli, responsabili del progetto.

Modererà Nelson Bova, giornalista e presidente de Il Tesoro Nascosto, associazione genitori figli con disabilità.

La giornata inizierà  con una presentazione dell'associazione seguita dall’apertura della plenaria che si approfondirà l'importanza di costruire un percorso di autonomia volto a prevenire le preoccupazioni del ‘dopo di noi’.

Grazie ad alcuni cittadini e al contributo di Lions Club Alberto Pio di Carpi, all’iniziativa Arte per la Vita del 9 marzo 2012, sostenuta dalle pittrici e dal Centro sociale Graziosi, e della Polisportiva San Marino, da novembre 2012 hanno potuto avere inizio i primi week end in autonomia, che saranno presentati come progetti pilota nella giornata del 23, evidenziando le eventuali  problematiche e difficoltà dei ragazzi e delle famiglie coinvolte. Ragazzi che, accompagnati dall’operatore che li segue, saranno presenti alla plenaria.

Il contributo della CIE si è concretizzato, a questo proposito, nell'inserimento, presso la propria sede di Carpi, di una persona disabile per un percorso non tanto di avviamento al lavoro quanto socio-riabilitativo, di recupero della persona. Il disabile viene così coinvolto in piccole attività, esclusivamente per cercare di riprendere i contatti con il mondo esterno, trovandosi al contempo fuori dal contesto famigliare ‘protetto’, in modo tale da poter rivalutare le  proprie capacità al contempo misurandole, aumentando di conseguenza il proprio grado di autonomia.

"La famiglia del disabile – spiegano le responsabili del progetto, le psicologhe e psicoterapeute Raffaella De Santis e Vera Morselli - vive con angoscia il momento in cui non sarà più in grado di prendersi cura di lui e tende a trattenerlo in casa e ad accudirlo finché ne ha la forza e la possibilità. I motivi di questa apprensione sono da ricercarsi anche nella mancanza di percorsi che permettano alla famiglia di acquisire consapevolezza del fatto che il passaggio alla vita adulta autonoma dei figli non deve necessariamente avvenire sulla scia di un'emergenza, ma può far parte di un percorso di conquista di autonomia affettiva ed organizzativa. Da qui nasce l'idea del nostro progetto.
Si tratta, per i ragazzi, di un'opportunità per imparare a vivere senza la costante presenza dei genitori e preparare così il proprio futuro di adulti, ma anche di offrire ai genitori la possibilità di vedere il proprio figlio ‘sotto una nuova luce’, e avere così l'occasione per iniziare a progettare insieme a lui un differente futuro. Il progetto potrebbe essere definito come un ‘laboratorio di autonomia’, in grado di favorire l'inserimento sociale  in contesti di normalità e l'inserimento nel territorio, evitando così la chiusura del disabile in ambito familiare”.

“La Fondazione Casa del Volontariato – dichiara il suo presidente Lamberto Menozzi – ha colto l’importanza e la carica innovativa che questo progetto può rappresentare per il territorio, e per questo ha deciso di sostenerlo. Anticipare prevedibili situazioni critiche, anziché subire, può rappresentare la differenza tra difficoltà ed emergenza. Una differenza non da poco nella vita di tante famiglie”. 


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